Il Blu è un colore caldo

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– “Hai mai avuto vergogna di essere così?

– “Solo l’amore può salvare questo mondo. Perché dovrei vergognarmi di amare?

Innamorarsi, un evento che non possiamo controllare, avviene da sé e può capitare in qualsiasi istante, come attraversare una strada affollata e scorgere, in quella moltitudine di capi tutti simili tra loro, una chioma azzurra, incrociare due occhi dello stesso colore e rimanerne stregati per sempre.

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La vita di Clémentine cambia proprio quel giorno, in quell’istante esatto in cui il suo sguardo incontra quello di un’altra ragazza, Emma. Alla visione di una creatura così bella, una esplosione di colore pervade ogni pensiero, emozione e sentimento di Clém, portandola a vivere una esperienza d’amore unica insieme al suo “angelo blu”. Dopo quell’insolito incontro, infatti, la giovane Clém sogna ogni notte atti sessuali con la ragazza vista in strada quel giorno, svegliandosi poi di soprassalto accorgendosi che durante quei sogni lei si eccitava. Quelle continue notti passate e toccarsi non fanno più star bene Clémentine, tanto da lasciare il suo ragazzo, con cui aveva una storia da sei mesi, senza dargli spiegazioni; nella sua testa si ripete che tutto quello che le sta capitando sia “orribile” e che lei “è una ragazza, e le ragazze escono con i ragazzi”; ma una notte decide di arrendersi a quei sogni, perché non ha più voglia di respingerli. Nei giorni successivi, questo suo “conflitto interiore” viene alleviato dalle parole di conforto del suo migliore amico, Valentin, che le dice di respingere queste sue insicurezze e di “seguire il suo cuore”. Una sera, Valentin porta Clém in un locale gay, con l’intento di farla svagare e cercare di inserirla in questo “nuovo mondo” che la circonda; a fine serata, Clém decide di andarsene quando vede un brillo Valentin che la lascia sola per andar via con un ragazzo conosciuto al locale. Uscita in strada, durante il tragitto, vede un gruppo di ragazze andare verso un pub lesbico, al che decide di seguirle…

Questo è l’incipit della trama de “Il Blu è un colore caldo”, graphic novel scritto e illustrato dalla giovane autrice francese Julie Maroh: la lavorazione di quest’opera è iniziata quando la Maroh, durante il suo periodo scolastico, aveva partecipato, e vinto, al concorso “Avere quindici anni” dove presenta la tavola del primo incontro tra Emma e Clém; da quella esperienza decide di scrivere una storia basandosi su quella tavola, e dopo cinque anni di lavorazione, a Marzo 2010 Julie pubblica il suo primo romanzo grafico. In pochi mesi, la storia d’amore tra le due giovani protagoniste conquista i cuori di tutto il mondo, diventando uno dei libri più letti del 2010; l’opera, infatti, riscuote un successo quasi inaspettato, ricevendo moltissime critiche positive sulla storia e sulle tavole che insieme formano un’armonia di emozioni e patos unica, in oltre nel 2011 vince il premio Fnac al Festival di Angoulême.

Ciò che risalta di più ne “Il Blu è un Colore Caldo” è senza dubbio la trama: quello che ha voluto raccontare la Maroh non è solo una semplice storia d’amore tra due ragazze, ma ha messo in scena anche una storia di vergogna, negazione, rabbia e insicurezza che vive in un “mondo grigio” intriso di pregiudizi, in cui esprimere apertamente la propria omosessualità può provocare enormi fratture emotive. Infatti, la relazione che Clémentine vuole instaurare con Emma è una relazione intima, privata e senza coinvolgimenti esterni, un amore totalizzante; mentre Emma vuole sì quello che desidera Clèm, ma lei preferisce combattere per i diritti omosessuali, esternando i suoi sentimenti e far vedere al mondo intero che l’amore tra lo stesso sesso esiste ed è vivo.

L’autrice è riuscita a far comprendere ai suoi lettori la storia di Clémentine non solo grazie ad una trama ben sceneggiata e molto ispirata, ma soprattutto grazie alla maestosità visiva delle tavole. Julie mette in gioco tutto il suo talento maturato negli anni disegnando tavole con particolare semplicità negli ambienti che descrive, ma soprattutto nei tratti delle persone presenti nella storia, aggiungendo uno stile cartoonesco che riesce comunque ad essere serio e maturo nei momenti di rabbia e tensione. Le stesse emozioni che proviamo e sentiamo durante la lettura sono espresse anche graficamente dai colori: il grigio che vedremo in buona parte della storia come elemento quasi dominante, il seppia dei ricordi deludenti e il blu di Emma, dei suoi capelli, dei suoi occhi, degli anni di felicità, passione e calore, fuori dai pregiudizi e dalle etiche della società perbenista.

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Dopo l’inaspettato successo della graphic-novel, nel 2013 esce nelle sale l’adattamento cinematografico “La vita di Adele”, scritto e diretto da Abdellatif Kechiche; il film non solo riceve varie critiche positive da parte della stampa internazionale, ma si aggiudica la Palma d’Oro al Festival di Cannes anche se presentato fuori concorso.

In conclusione: “Il Blu è un colore caldo” di Julie Maroh è un opera sensazionale da consigliare ad occhi chiusi, perché riesce ad incantare, far sognare e piangere chiunque abbia mai amato. Questo romanzo ci immedesima in una realtà viva e vuol farci capire che le persone dovrebbero abbandonare i loro pregiudizi e che “l’amore non risponde alla morale che ci insegnano”, perché “l’amore si accende, muore, si spezza, ci spezza, si ravviva, ci ravviva. Forse l’amore non è eterno, ma ci rende eterni.”.

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